Pompe di Calore vs Caldaia a Pellet: Quale conviene con gli incentivi nel 2026

Sostituire il proprio sistema di riscaldamento è un investimento cruciale. Molti si chiedono se sia meglio puntare sulla tradizione della biomassa o sull’efficienza elettrica. Se guardiamo agli incentivi e al risparmio a lungo termine, la risposta oggi è chiara: la Pompa di Calore (specialmente se abbinata al fotovoltaico) offre vantaggi che la caldaia a pellet non può pareggiare.
Ma quale incentivo usare per installarla al minor costo possibile? Orientarsi non è semplice, soprattutto se stai cercando chiarezza sugli incentivi caldaia a pellet 2026 o sulle agevolazioni per le pompe di calore. Ogni bonus funziona in modo diverso e prevede requisiti tecnici specifici.
Ciò che è fondamentale sapere fin da subito è che gli incentivi non sono cumulabili tra loro. La scelta deve essere ragionata e fatta prima di iniziare i lavori, per evitare errori che possono far perdere il beneficio più vantaggioso. I dati utilizzati, aliquote, requisiti tecnici e scadenze, sono riferiti alle normative aggiornate a fine 2025, con proiezioni valide anche per il 2026.
Impianto di riscaldamento: Il panorama degli incentivi 2026
Oggi chi desidera sostituire il proprio generatore può contare su tre principali agevolazioni fiscali. Ognuna garantisce un livello di convenienza variabile in base al tipo di intervento. Prima di approfondire i dettagli, è utile avere una panoramica semplice e immediata delle opzioni disponibili. La tabella seguente riassume in modo chiaro come funzionano gli incentivi più utilizzati da chi installa pompe di calore, sistemi a biomassa o una nuova caldaia a condensazione.
| Agevolazione | Aliquota 2026 (Reale) | Meccanismo | Scadenza |
|---|---|---|---|
| Conto Termico (3.0) | Fino al 65% delle spese ammissibili | Bonifico diretto su c/c (spesso in 2-5 anni, o unica rata < 5k€) | Nessuna (Fondo strutturale) |
| Ecobonus | 50% (Prima Casa)
36% (Seconde Case) |
Detrazione IRPEF in 10 anni | 31/12/2026 |
| Bonus Casa | 50% (Prima Casa)
36% (Seconde Case) |
Detrazione IRPEF in 10 anni | 31/12/2026 |
Cosa significa, in pratica?
- Il Conto Termico è l’unica agevolazione che non richiede capienza IRPEF e offre un rimborso rapido. È la scelta ideale per le rinnovabili termiche (biomassa, solare, pompe di calore).
- L’Ecobonus resta vantaggioso per interventi di riqualificazione più ampio sulla Prima Casa riguardanti gli impianti di climatizzazione invernale, ma richiede 10 anni per recuperare la spesa.
- Il Bonus Casa (o bonus ristrutturazioni) è l’opzione “di base”, utilizzabile anche per tecnologie più semplici o quando non si rientra nei requisiti stringenti dell’Ecobonus.
Dettaglio agevolazioni: requisiti e limiti
Per scegliere davvero l’incentivo più conveniente, è fondamentale capire come funziona ogni agevolazione, quali requisiti richiede e quali limiti prevede.
Il Conto Termico
Il Conto Termico è oggi una delle agevolazioni più interessanti. Il suo punto di forza principale è che non si tratta di una detrazione fiscale, ma di un rimborso diretto erogato dal GSE. Pertanto è un rimborso diretto sul conto corrente, ideale per pensionati o lavoratori con bassa tassazione. Nello specifico, il conto termico pompa di calore è calcolato in base alle prestazioni della macchina e alla zona climatica, non come percentuale fissa sulla fattura.
Il rimborso viene pagato secondo queste regole:
- In un’unica rata se l’incentivo è minore o uguale a 5.000 €
- In 2 o 5 anni se supera i 5.000 €, in base alla tipologia di impianto.
Per accedere al Conto Termico è necessario:
- Sostituire un impianto esistente (non sono ammessi nuovi impianti).
- Installare generatori a biomassa certificati 5 Stelle.
- Rispettare valori minimi di efficienza per le pompe di calore.
L’Ecobonus
Attenzione: La nuova regola “Prima Casa”
Dal 1° gennaio 2026, la convenienza dell’Ecobonus dipende dalla destinazione dell’immobile.
- Aliquota al 50%: Spetta solo se l’intervento riguarda l’Abitazione Principale (Prima Casa).
- Aliquota al 36%: Se installi l’impianto su una Seconda Casa, la detrazione scende al 36%.
Questo incentivo è valido per la sostituzione integrale o parziale di vecchi impianti di climatizzazione invernale con sistemi ad alta efficienza.
Il Bonus Casa (Bonus Ristrutturazioni)
Il Bonus Casa, spesso chiamato bonus ristrutturazioni, è l’agevolazione universale che si applica per interventi edilizi generici o manutenzione straordinaria. È l’incentivo di riferimento se decidi di installare una classica caldaia a condensazione in classe A (senza valvole evolute), poiché i requisiti tecnici sono meno stringenti rispetto all’Ecobonus. Anche qui valgono le nuove aliquote immobiliari 2026: 50% per la Prima Casa, 36% per le altre, sempre con detrazione in 10 anni.
Conto Termico o Ecobonus: Quale conviene davvero?
Ora che conosci le caratteristiche principali, la domanda rimane: Quale incentivo conviene davvero?
La risposta dipende dal tipo di impianto, dalla capienza fiscale e dalla zona climatica.
| Criterio | Scegli il Conto Termico se | Scegli l’Ecobonus se |
|---|---|---|
| Tipo di Immobile | Intervieni su una Seconda Casa (eviti il taglio al 36%) | Intervieni sulla tua Prima Casa (mantieni il 50%) |
| Capienza fiscale | Hai poca o nessuna IRPEF da detrarre | Hai molta IRPEF e puoi attendere 10 anni |
| Tecnologia | Scegli rinnovabili (Pompa di calore, Biomassa, Solare) | Scegli tecnologie miste o caldaia a condensazione |
| Rapidità di rientro | Vuoi il rimborso “liquido” rapidamente | La liquidità immediata non è la priorità |
Pompa di Calore o Caldaia a Pellet Il verdetto: Sebbene il Conto Termico incentivi generosamente anche le caldaie a biomassa (purché 5 stelle), la pompa di calore vince il confronto per due motivi tecnici ed economici fondamentali che impattano sulla vita di tutti i giorni:
- Fa anche il freddo: Una caldaia a pellet scalda e basta. Una pompa di calore è un impianto di climatizzazione invernale ed estiva unico. Con un solo investimento e un solo incentivo, risolvi il problema del riscaldamento e del raffrescamento estivo.
- L’indipendenza energetica: Il pellet va comprato, trasportato e stoccato. La pompa di calore è elettrica: se abbinata a impianti fotovoltaici, può essere alimentata gratuitamente dal sole.
Per questo motivo, orientarsi sulla pompa di calore sfruttando il Conto Termico (per la liquidità immediata) o l’Ecobonus (per riqualificazioni totali) è quasi sempre la scelta finanziaria più intelligente.
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Facciamo un esempio pratico
Immagina una famiglia tipo di 3 persone che abita nella propria Abitazione Principale (Prima Casa) di 90 metri quadri in zona F e sostiene una spesa per una pompa di calore di 7.000 €.
- Con il Conto Termico, il rimborso può arrivare fino a 5.000 € già nel primo anno.
- Con l’Ecobonus, il recupero del 50% (3.500 €) avviene in 10 anni.
Se questa fosse stata una Seconda Casa, con l’Ecobonus la famiglia avrebbe recuperato solo il 36% (2.520 € in 10 anni), rendendo il Conto Termico nettamente superiore e più conveniente.
L’abbinamento vincente: Fotovoltaico e Solare Termico
Per massimizzare davvero il risparmio in bolletta, non basta cambiare il generatore di calore. Il vero salto di qualità si ottiene integrando il riscaldamento con le energie rinnovabili.
- Impianti fotovoltaici: Se installi una pompa di calore (che è elettrica), abbinarla al fotovoltaico ti permette di autoprodurre l’energia necessaria per riscaldarti, riducendo drasticamente i costi di gestione.
- Solare termico: Un’ottima soluzione per produrre acqua calda sanitaria gratuitamente nei mesi estivi e primaverili, permettendo di spegnere la caldaia principale per lunghi periodi.
Come hai visto, orientarsi tra le nuove regole del 2026, le aliquote variabili (50% o 36%) e le pratiche per il Conto Termico non è semplice. Basta un errore nella scelta dell’incentivo o nel dimensionamento della macchina per perdere migliaia di euro di rimborsi.
Per evitare brutte sorprese, noi di abbassalebollette.it consigliamo sempre di richiedere e confrontare più preventivi possibili. È l’unico modo per avere un quadro chiaro dei costi reali e capire quale azienda offre il miglior supporto burocratico per le pratiche GSE o ENEA e risparmiare.
Non affidarti al primo che capita: selezioniamo per te solo i migliori installatori qualificati della tua zona, aziende solide che possono guidarti verso l’incentivo più vantaggioso per il tuo caso specifico. Richiedi subito un preventivo gratuito e senza impegno.
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Sommario:

Laureato in Economia e Commercio presso l’università La Sapienza di Roma. Attualmente Responsabile del Back Office di Abbassalebollette dopo una ventennale esperienza nel campo dell’energia e nella gestione di reti di installatori.
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2 Commenti su “Pompe di Calore vs Caldaia a Pellet: Quale conviene con gli incentivi nel 2026”
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26 Settembre 2017 alle 21:36
Salve, sono in procinto di acquistare una pdc da circa 15kw per un immobile sito in Sassari, fascia climatica C. In questo caso risulta sempre conveniente il conto termico o meglio la detrazione del 65%?
Ringrazio in anticipo
Saluti
maurizio
28 Settembre 2017 alle 21:46
Ciao Maurizio,
in generale bisogna fare una prima distinzione tra le due misure:
– il conto termico si applica nel caso di sostituzione
– la detrazione fiscale in caso di nuova installazione
Quindi possiamo dire che puoi accedere al conto termico se stai effettuando la Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi a pompa di calore con potenza termica utile nominale inferiore o uguale a 35 kW.
Se invece installi un nuovo impianto (quindi non parliamo di sostituzione) non si può applicare il conto termico ma valgono le detrazioni fiscali, sempre del 65% ma distribuite come credito di imposta in 10 rate annuali.
Se hai ancora dubbi o domande puoi contattarci al numero verde 800 990 300.
Buon Risparmio!